giovedì 10 novembre 2016

IMPERTINENTE: UNA VECCHIA STORIA

Quella d' Impertinente è una vecchia storia.  Un bel giorno mi trovai ad attraversare le strisce pedonali costringendo un'auto a bloccarsi a pochi centimetri dalla mia persona per riaffermare il mio diritto di pedone contro l'arroganza di alcuni automobilisti irrispettosi dei semplici pedoni. Era un po' come riproporre la storia di Davide e Golia in versione ultramoderna.  Riuscii a difendere la mia posizione e i miei movimenti e di rimando dal guidatore frettoloso, come la maggior parte dei guidatori incuranti degli altri, mi sentii apostrofare con un bell'Impertinente !.  Lei lo sa che è un impertinente ? ribadì l'autista con una domanda retorica, alla quale prontamente seguì la mia risposta affermativa soggiungendo: questa è proprio la migliore  definizione di quel che sono. Grazie. Da allora la parola mi accompagna costantemente e ha dato luo al titolo di vari blog succedutisi nel tempo fino ad approdare oggi qui, nell'illusione di dar vita ad un'altra giovinezza( come nel bel romanzo di Mircea Eliade) di quello spirito un po' trasgressivo e un po'ribelle di chi si ostina ad affermare, nonostante le violenze private e pubbliche, morali o fisiche, la priorità del rispetto della persona umana.No ai luoghi comuni e alle convenzioni alle piccole e grandi ipocrisie, alle prevaricazioni e alle furberie, alla mancanza di schiettezza e fair play, che rendono la vita un po' meno amareggiata dalla volgarità e dalla massificazione.E allora viva Impertinente! e con esso la poesia e la bellezza, la natura, la curiosità della conoscenza con la ricerca del vero e del senso smarrito del sacro, per una vita in armonia con il mondo e se stessi, libera da pesi inutili e superstizioni, ispirata ai valori essenziali dell'uomo.

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